Mio Dio, come sono caduta in basso!
All'inizio del Novecento la nobile e casta Eugenia e l'arricchito plebeo Raimondo, siciliani, apprendono per telegramma la notte delle nozze di avere lo stesso padre, ma per convenienze sociali e ragioni economiche decidono di recitare la commedia davanti al mondo, vivendo in casto connubio. Secondo la morale corrente, lui può permettersi qualche scappatella, mentre la virginea consorte, pur smaniosa di penetrare i misteri della carne, deve frenarsi.
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Informazioni
Il marchese Eugenia di Maqueda, orfano allevato dalle suore, sposa Raimondo Corrao, ma nella loro notte di nozze scopre che è suo fratello. La notizia è in una lettera scritta da Parigi dal padre, un donnaiolo che vive e si nasconde da loro nella città natale francese. La coppia decide, per evitare lo scandalo, di vivere come fratello e sorella. In seguito partirà per la guerra in Lybia, troverà conforto e soddisfazione sessuale nelle braccia dell'autista di famiglia.