La lunga corsa
Il carcere, per Giacinto, è tutto tranne un buco nero: figlio di due detenuti, lui dentro un carcere non solo ci è nato, ma ci è pure cresciuto. Libero di volare via, decisamente impreparato a farlo. Infanzia, adolescenza, candeline dei 18 anni: quella è “casa”, nonostante le sbarre, e Jack, il capo dei secondini, è un burbero e premuroso “papà”…
Guarda ora
Informazioni
Giacinto è nato in prigione: vive nella sua infanzia con sua madre. La prigione è dove impara a camminare, o meglio correre. Quando viene "rilasciato" a causa di una legge, una grande guardia del carcere chiamato Jack lo esce. E' un brav'uomo ma gentile. Un giovane, energico e paziente sacerdote, Padre Aldo, accoglie Giacinto in una casa adottiva, dove sente di non appartenere e di farsi bulli. A lui, la prigione è il posto migliore per fuggire e nascondersi da un mondo così pericoloso e sconosciuto. Quando puo', si precipita da sua madre... finche' non se ne sara' andata. Torna da adulto da quando diventa ufficiale di prigione. Jack è ancora lì, quindi Giacinto lo conosce davvero - sia in modo positivo che negativo. Tuttavia, avvicinarsi ai detenuti lo metterà nei guai: come può correre in una vera maratona quando è in arresto di casa negli alloggi della prigione?