Selfie
Napoli, distretto di Traiano. Inizialmente era destinato agli abitanti delle baraccopoli sul lungomare di Napoli, che erano senzatetto dopo la guerra. Ma presto divenne una specie di ghetto. Alessandro e Pietro sono due adolescenti che girano con un iPhone per raccontare il loro difficile quartiere, la loro vita quotidiana, l'amicizia che li lega.
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Napoli, quartiere di Traiano. Inizialmente doveva essere una meta periferica temporanea per gli abitanti delle baraccopoli sul lungomare di Napoli, lasciata senzatetto dopo la guerra. Ma gli alloggi erano permanentemente occupati, comprese le cantine del seminterrato, e presto il distretto divenne una sorta di ghetto. Alessandro e Pietro sono due sedici anni che si filmano con uno smartphone per raccontare il loro difficile quartiere, la loro vita quotidiana, l'amicizia che li lega. Raccontano anche della tragedia di Davide, il loro vicino che è stato ucciso innocente da un poliziotto dopo un inseguimento, perché si è sbagliato per un ricercato in fuga. Aveva anche sedici anni. È successo a Davide, ma potrebbe succedere anche ad Alessandro o Pietro - Ecco perché il regista ha dato loro lo smartphone, chiedendo loro di filmarsi in modalità "selfie", come se guardassero in uno specchio stesso, nel loro mondo, nella loro vita. Un film fatto interamente di sguardi, che racconta un mondo in cui diventare un mafioso di Camorra non è una scelta, ma un destino che cade su di te appena nato. Alessandro e Pietro fanno di tutto per opporsi a questo destino, difendendo il desiderio di una vita semplice e normale.
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